CIÒ CHE RESTA INVISIBILE
Sguardi sulla violenza di genere
Associazioni Fotografiche Molisane
Apertura:
20 Marzo 2026, Ore 17:00
Palazzo Gil (Campobasso)
Date e Orari Mostra:
20 Marzo 2026 – 30 Aprile 2026
da Martedi a Giovedì | 17–20
da Venerdì a Domenica | 10–13 e 17–20
Giorno di Chiusura: Lunedì
Biglietto unico per le due mostre: 7 Euro
La violenza di genere raramente è un gesto improvviso o un episodio isolato. Più spesso si manifesta come un insieme di dinamiche radicate nella cultura, nelle relazioni e nelle abitudini di ogni giorno — fisica, psicologica, economica, simbolica. Resta invisibile perché si confonde con ciò che sembra consueto.
Ciò che resta invisibile è una mostra collettiva che riunisce quattordici fotografe e fotografi molisani, che affrontano il tema della violenza di genere attraverso progetti personali.
Ogni autore/autrice ha proposto la propria lettura, costruendo un dittico — due immagini messe in relazione tra loro — accompagnato da un testo scritto di proprio pugno, che non illustra le fotografie ma le attraversa, ampliandone il senso.
© Costantino Ruggiero
Le immagini in mostra non cercano di rappresentare la violenza in modo esplicito. Si avvicinano piuttosto a ciò che spesso sfugge allo sguardo pubblico: gli spazi domestici, gli oggetti di tutti i giorni, i gesti minimi, i paesaggi ordinari. È in questi luoghi apparentemente neutri che prendono forma meccanismi di sopraffazione e marginalizzazione, dinamiche di pressione che agiscono in silenzio, nel tempo.
Controllo, isolamento, limitazione della libertà di movimento o di scelta, pressione sociale, discriminazioni radicate nei ruoli di genere: molte di queste pratiche non vengono immediatamente riconosciute come violenza, ma contribuiscono a costruire un contesto in cui l’autonomia delle donne viene progressivamente ridotta.
© Zaira Stabile
I dati mostrano la dimensione del fenomeno. In Italia 6,4 milioni di donne (31,9% tra i 16 e i 75 anni) dichiarano di aver subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Nel 2024 sono stati registrati 106 femminicidi, oltre il 90% degli omicidi di donne.
Anche in un territorio come il Molise, dove la dimensione dei centri abitati è ridotta e i servizi sono meno presenti, questi fenomeni assumono forme concrete e spesso difficili da intercettare. nel 2024 le chiamate al numero antiviolenza 1522 sono state 149, in aumento rispetto all’anno precedente.
@ Silvano Mastrolonardo
In questo contesto opera Liberaluna, centro antiviolenza attivo in Molise nell’accompagnamento delle donne vittime di violenza, impegnato ogni giorno nell’ascolto, nella tutela e nella costruzione di percorsi verso l’autonomia. Alcuni dei progetti fotografici presenti in mostra si soffermano proprio su questa realtà e sul lavoro quotidiano delle sue operatrici. Una presenza concreta in un territorio dove il silenzio intorno a questi temi è ancora molto pesante.
Con linguaggi e sensibilità differenti, le fotografie in mostra compongono un percorso visivo che invita a riconoscere le molte forme della violenza di genere: non solo quelle più evidenti, ma anche quelle che si celano nelle strutture sociali e nelle pieghe delle relazioni quotidiane.
Questo progetto - che fa parte di Molichrom LAB, osservatorio e laboratorio creativo del Festival che ha l’obiettivo di mettere in risalto i talenti molisani in ambito fotografico - nasce dall’esigenza di contribuire a una riflessione più ampia su queste dinamiche, nella consapevolezza che il contrasto alla violenza di genere richiede prima di tutto un profondo cambiamento culturale e un lavoro costante di sensibilizzazione.
La fotografia non può fermare la violenza. Ma può rendere visibile ciò che si preferisce non vedere.
Le Associazioni ed i fotografi
I partecipanti alla mostra collettiva sono:
Bruno Buontempo
Marinella Ciamarra
Christian D’Andrea
Simone Di Niro
Eleonora Mancini
Mario Martino
Silvano Mastrolonardo
Massimo Palmieri
Lucia Rossi
Mattia Rotolo
Costantino Ruggiero
Zaira Stabile
Gabriella Tutolo
Pierluigi Vitarelli