CINZIA CANNERI
La violenza di genere nelle zone di conflitto: la ricerca visiva di Cinzia Canneri
20 Marzo 2026, Ore 18:30
Auditorium Palazzo Gil (Campobasso)
Ingresso gratuito
Il progetto Women’s Bodies as Battlefields di Cinzia Canneri rappresenta una delle indagini più intense e durevoli sulla violenza di genere intesa come strategia di conflitto e come strumento sistemico di dominio nei teatri di guerra. La violenza basata sul genere (gender-based violence, o GBV) è definita come qualsiasi atto lesivo, fisico, psicologico o sessuale perpetrato contro una persona in virtù del suo genere o che colpisce in modo sproporzionato persone di uno stesso genere, e include una vasta gamma di atti che vanno dalla coercizione e dall’umiliazione alle aggressioni e agli abusi strutturali, con un impatto profondo sui diritti umani e sulla dignità delle vittime.
Nel contesto dei conflitti contemporanei — come quelli che hanno interessato il Corno d’Africa — la GBV assume forme specifiche e devastanti: violenze sessuali sistematiche, stupri di guerra e abusi diretti a distruggere l’identità collettiva e il tessuto sociale delle comunità colpite. In questi casi, la violenza non è casuale ma intesa come mezzo per umiliare, spaventare e “sconfiggere” interi gruppi, con lo scopo di impadronirsi non solo del territorio, ma anche della memoria e del futuro delle persone coinvolte.
Il lavoro di Canneri, iniziato nel 2017 con donne eritree in fuga e proseguito in Eritrea, Etiopia e Sudan, documenta proprio questo: i corpi delle donne come campi di battaglia simbolici e reali, attraversati da violenze sessuali, persecuzioni sistematiche e privazioni che riflettono gli squilibri di potere strutturali alla base della GBV.
Il progetto della Canneri non si limita a testimoniare gli abusi, ma pone l’accento sulla dignità, la memoria e la resistenza delle donne che hanno subito tali violenze, restituendo loro voce e presenza visiva in un discorso che troppo spesso rimane invisibile. Attraverso la sequenza delle immagini emerge come la violenza di genere in contesti di guerra non sia un fenomeno marginale né un effetto collaterale degli scontri armati, ma parte integrante delle strategie di dominio e di annientamento delle identità femminili e collettive
Questo talk approfondisce il lavoro di Cinzia Canneri, spiegandone origine, metodo e scelte narrative. Accompagna la mostra in corso al festival offrendo strumenti per comprenderne il contesto e il linguaggio fotografico, mostrando come le singole storie raccontate diventino una testimonianza collettiva.
Biografia
Cinzia Canneri è una fotogiornalista italiana laureata in psicologia. Per molti anni ha lavorato all’interno di un Dipartimento di Salute Mentale, occupandosi principalmente di progetti dedicati all’integrazione e alla costruzione di comunità inclusive. La fotografia entra nella sua vita proprio in quel contesto, quando organizza un corso rivolto a persone con disagio psichico: insieme a loro scopre questo linguaggio e se ne innamora. Dopo vent’anni nel settore sociale, nel 2017 intraprende il percorso di fotografa professionista. Non considera però le due esperienze come ambiti separati, bensì come parti di un unico percorso coerente: al centro del suo lavoro restano le persone, le loro storie e una costante attenzione ai diritti umani.
La sua ricerca si concentra sulla condizione umana, sulle forme di sfruttamento, sui processi di cambiamento sociale, sulle questioni di genere e sui fenomeni migratori. Dopo aver lavorato a lungo nel Corno d’Africa, ha approfondito in particolare la condizione delle donne sotto il profilo politico, sociale e culturale.
Il progetto Women’s Bodies as Battlefields ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali: il Camille Lepage Award al festival Visa Pour l’Image nel 2023, il Documentary Photography Zeke Award di Social Documentary Network nel 2023, il Circle of Life Award all’International Photojournalism Festival di Vilnius nel 2023, il primo premio nella categoria Issue Reporting Stories al POYi – Pictures of the Year International nel 2022 e il World Press Photo 2025 nella categoria Long-Term Projects per la regione Africa. Il lavoro è stato esposto in numerosi contesti internazionali, tra cui l’Xposure Festival di Sharjah (Emirati Arabi Uniti), Visa Pour l’Image a Perpignan, il festival BarrObjectif in Francia, la Gare de Lyon a Parigi, il Photoville Festival sotto il Brooklyn Bridge a New York e il Kawasaki Peace Museum in Giappone.
Nel corso degli anni Cinzia Canneri ha documentato anche temi legati allo sfruttamento del lavoro. Il progetto Like Two Wings, dedicato alle vittime dell’amianto, ha ricevuto un Award of Excellence al POYi nella sezione Science and Natural History Picture Story nel 2016 e il primo premio all’Umbria Fest in Italia.
I suoi lavori sono stati pubblicati su testate internazionali quali The New York Times, The Washington Post, Aftenposten Innsikt, Days Japan, L’Obs, Internazionale, Mind, Millennium e L’Espresso, confermando la rilevanza e l’impatto del suo sguardo nel panorama del fotogiornalismo contemporaneo.